Anche se volessimo barthesianamente identificare la contemporanea esplosione di creatività e autonomia dei lettori/ utenti con la morte dell’autore (punto di vista che comunque non mi pare condivisibile – vedi post precedente Utenti, lettori e autori), uno sguardo alle tendenze degli utenti web dimostra che la figura dell’autore risulta decisamente ancora in voga.
Tant’è che tutti vogliono essere autori. Scrivere un blog è un primo passo, la creazione è semplice e veloce grazie alle tante piattaforme che offrono questo servizio gratuitamente. Basta cliccare blogger.com, o wordpress.com, e via subito a esprimere i propri pensieri, trasformandosi da passivi utenti in creatori.
Anche il contatto dei canali d’informazione tradizionali, come i giornali, è reso più agevole dalla tecnologia: sono sempre di più i giornali che offrono la possibilità ai lettori di interagire
(un esempio ce lo fornisce La Repubblica di domenica scorsa, www.repubblica.it), e questo di per sé sembra positivo. Il discorso cambia quando la possibilità è direttamente quella di vedere pubblicati i propri pezzi (www.reportonline.it); qui evidentemente il prezzo da pagare per il fatto che chiunque può diventare reporter è la scarsa credibilità e affidabilità informativa di siti così costituiti.
Infine, meraviglia delle meraviglie, il sogno dell’ingenuo aspirante autore diventa realtà quando scopre il servizio di ilmiolibro.it: la possibilità di autoprodurre e stampare il proprio libro è ora alla portata di tutti, quello che era un percorso difficile di conquista dell’attenzione di un editore grazie alla propria bravura e un riconoscimento da parte di autorevoli terzi dell’interesse del proprio lavoro diventa una facile autogratificazione fine a se stessa. Per chi invece, rifiutando la commercializzazione del prodotto libro, volesse sfuggire alla logica del mercato dell’editoria senza rinunciare a creare, a essere autore, è sempre il web a offrire soluzioni: ci sono idee imprenditoriali come quella di Troglodita Tribe, dove la promessa di togliere il libro e l’autore dalla logica del marketing porta con sé l’ovvia ricaduta in una diversa forma di commercio (l’etichetta Società per Azioni Felici basta a darne un’idea).
Se ci si prende la briga di dare un’occhiata ai link proposti e alle tante altre occasioni di interazione che popolano la rete, risulta chiaro come simili tentativi di semplificare e mettere alla portata di tutti l’esperienza di essere autore non riescono nel loro intento, e la figura del vero autore può rimanere viva e stimata, resa ancora meglio riconoscibile dai fallimentari tentativi di imitazione.
Questa riflessione vale per tutti gli esempi citati sopra, con delle riserve per il fenomeno della diffusione dei blog, che merita un’attenzione specifica: creare un blog è una forma di espressione diversa, che non necessariamente vuole sostituirsi a né mettere in discussione le tradizionali figure di lettore e autore, ma semplicemente promuove la libera espressione e le possibilità di confronto con soggetti dai ruoli più disparati. Il blogger è autore, ma nella maggior parte dei casi non pensa a se stesso come all’Autore: io, per lo meno, mantengo una forte consapevolezza dell’abissale differenza tra me e Umberto Eco.
Ecco che quindi, con un utilizzo sano dello strumento blog, a nuove e positive possibilità di espressione si accompagnano tranquillamente il mantenimento della figura dell’autore tradizionale e la possibilità di valutare criticamente, di volta in volta, la credibilità di ogni fonte proponentesi come autrice di contenuti.

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